Descrizione
La Regione Veneto, con Legge Regionale n. 33 del 29/12/2023, ha istituto formalmente il Comune di “Sovizzo” mediante fusione dei Comuni di Sovizzo e Gambugliano dando in tal modo avvio alla gestione della nuova entità territoriale.
Tale atto formale ha data compimento ad un lungo percorso storico che ha interessato i due territori comunali di Sovizzo e Gambugliano i quali hanno condiviso traiettorie storico-culturali comuni sin dalle epoche più remote.
Studi archeologici condotti durante gli anni ‘90 confermano la presenza di insediamenti umani nell’area appartenente ai due Comuni già a partire da epoche antichissime, ovvero tra la fine del IV millennio e l’inizio del III millennio a.C. (età tardo-neolitica). Si ritiene che gli Euganei, i più antichi abitanti dell’Italia Nord-Orientale, si siano stanziati nel territorio in questione fino all’arrivo dei Veneti, i quali, intorno al primo millennio a.C., imposero la propria egemonia e inglobarono gli usi e i costumi di chi li aveva preceduti. A tal riguardo, occorre menzionare i riti sacrali-funerari realizzati in strutture megalitiche ancora, in parte, esistenti nel territorio.
Chiare testimonianze dell’influenza romana si individuano in alcune iscrizioni murate nelle chiese di San Daniele e di Sovizzo-Alto appartenenti al comune di Sovizzo, e alla presenza nel comune di Gambugliano di una via “Pocastro”, la quale richiama con certezza un accampamento militare situato nella zona.
Tra il VI e l’VIII secolo, il territorio dei due Enti è stato insediato dai Longobardi, a cui appartengono resti di necropoli rinvenuti all’inizio del ‘900. Il periodo medievale, inoltre, ha fornito importanti contributi sotto il profilo storico-artistico nell’intera area vicentina, con particolare riferimento alla presenza di castelli costruiti intorno al X secolo per contrastare le devastanti invasioni degli Ungari nella pianura veneta.
Tuttavia, tali architetture sono state quasi del tutto rase al suolo durante le furiose guerre padovane-veronesi del XIV secolo. Al giorno d’oggi, non c’è traccia di alcun resto attribuibile a castelli nei due comuni oggetto di studio, ma è possibile confermare la loro esistenza grazie a diverse testimonianze dell’epoca. Un castello vescovile appartenente all’area di Sovizzo è stato citato da antichi autori e corrisponderebbe, con molta probabilità, all’area che le attuali genti chiamano come “Castello” dove oggi sorge il gruppo parrocchiale di S. Maria Annunziata a Sovizzo-Colle. Di tutt’altra natura sembrerebbe essere il castello che un tempo sorgeva nell’attuale “Contrà del Castello” di Gambugliano: pur essendo citato nei libri dei feudi, non risulta elencato in nessuno dei diplomi imperiali donati ai Vescovi vicentini e, di conseguenza, si attribuisce la sua costruzione in epoca romana come torre di guardia e segnalazione.
Passato il periodo medievale, i territori di Sovizzo e di Gambugliano seguirono le sorti di Vicenza all’interno della Serenissima Repubblica di Venezia, fino alla caduta della stessa.
Con l’avvento della Restaurazione, si avviò un processo di riduzione del numero di Comuni vicentini che interessò direttamente Gambugliano, in quanto fu accorpato a Monteviale nel 1815. Gli anni che seguirono si caratterizzarono per l’esplosione di dissapori e contestazioni che i cittadini di Gambugliano rivolsero nei confronti di Monteviale, reo di privilegiare i propri interessi economici e politici. La situazione rimase di forte tensione, con annesse guerriglie e feroci manifestazioni, fino alla separazione sancita nel 1905 sotto il Regno d’Italia.
Sotto il profilo toponomastico, l’origine del nome di Sovizzo sembra derivare dal latino “Suitius” o “Suicius”, collegati a loro volta a “sus” (maiale), per indicare la presenza di antichi allevamenti suini nel territorio. Un’altra interpretazione, questa volta di carattere storico-territoriale, farebbe risalire le origini del nome a Vigo (dal latino vicus = quartiere, villaggio) e dunque al latino sub vicus (sotto il villaggio).
Sebbene le prime citazioni accertate del termine “Gambullanum” risalgano al tardo Medioevo, intorno all’origine del nome di Gambugliano girano diverse interpretazioni. La più accreditata mette in luce il legame con l’antico possedimento dal nome “fundus Cambullianus”, tuttavia la tradizione popolare supporta la tesi secondo cui l’etimologia derivi dall’accezione verbale “gran e bojon”, data la presenza di alcune sorgenti d’acqua bollenti sgorganti dal terreno, evolutasi nel tempo fino al moderno “Gambugliano”.