Comune di Sovizzo

Comunicazione del Sindaco: Audizione in Commissione parlamentare ecomafia

Pubblicata il 18/05/2016

Cari concittadini,

Lunedì 16 maggio alle ore 16 io, il sindaco di Brendola Renato Ceron ed il sindaco di Lonigo Luca Restello siamo stati ricevuti dalla "Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali correlati", meglio conosciuta come "Commissione parlamentare ecomafie". 
Il Comune di Sovizzo è stato convocato sia perché appartenente alla cosiddetta "zona rossa" (Sovizzo, Altavilla, Creazzo dell'Ulss 6 con Acque Vicentine come gestore, Montecchio, Sarego, Brendola e Lonigo come Ulss 5 con altri gestori), sia per la vicenda storica del 1977 di inquinamento proveniente da Trissino. In ogni caso tale audizione ha attestato il ruolo autorevole della nostra Amministrazione nel riscontro datole a livello parlamentare.

A nome del comune di Sovizzo, dopo aver fatto un excursus sulle varie azioni intraprese per gestire il problema Pfas, ho evidenziato quanto segue.
 
1) L'inquinamento da sostanze aromatiche e alogeno-derivati del 1977, proveniente dall'azienda "Rimar" di Trissino, è un precedente grave e significativo. Grave perché ha obbligato all'epoca la cittadinanza a vivere la medesima situazione di emergenza idrica, risolta con la costruzione nel 1978 di un nuovo acquedotto in collaborazione con AIM di Vicenza; significativo perché esattamente nella sede dell'azienda di allora, ora sorge la Miteni. Da tale esperienza emergono due moniti: l'unica soluzione era ed è una nuova fonte idrica non inquinata, e questo conferma l'odierna richiesta urgente dei comuni con l'acquedotto contaminato di poter attingere dal canale Leb. L'altro grave monito è l'esito di quella vicenda: i comuni si erano costituiti parte civile, ma la carenza di parametri certi aveva comportato la mancata condanna dei responsabili.

2) Alla luce di ciò e dell'attuale carenza di riferimenti ufficiali, il comune di Sovizzo chiede parametri e limiti riconosciuti in normativa sulla concentrazione delle sostanze in esame 
    nell'acqua destinata al consumo umano;
    nelle acque superficiali e in quelle di falda usate per l'agricoltura e la zootecnia.


3) Aspetto sanitario: il biomonitoraggio, di cui abbiamo avuti gli esiti rielaborati dall'Istituto Superiore della Sanità e comunicati dalla dott.ssa Loredana Musmeci il 20 aprile scorso in Regione Veneto (dove ero presente), ha evidenziato per Sovizzo, Altavilla e Creazzo una situazione meno grave degli altri comuni della "zona rossa" -proprio grazie all'acquedotto costruito nel '78-, ma una concentrazione di Pfas nel siero superiore a quella dei non esposti analizzati. L'I.S.S. ritiene che non è confermata una correlazione di causa-effetto tra l'inquinamento da perfluoroderivati e alcune patologie tumorali, pur considerando gli studi compiuti in situazioni di contaminazione simili (Ohio, Germania), invece il recente studio pubblicato il 5 maggio scorso dall'ENEA sugli effetti sulla salute dei Pfas sul corpo umano afferma il contrario. Alla luce di ciò, Sovizzo chiede indicazioni certe per i cittadini che sono stati esposti alla contaminazione, in particolare:
    precisando dei limiti massimi di presenza di perfluoroalchilici nel sangue;
    fornendo indicazioni sulle possibili cure soprattutto preventive;
    attuando un monitoraggio retrospettivo e uno studio prospettico della popolazione; 
    individuando un centro unico di riferimento sanitario cui rivolgersi per chiarimenti e informazioni.


4) Aspetto ambientale e penale: il Comune di Sovizzo ha già chiesto ad Arpav (novembre 2015) una verifica delle matrici ambientali, delle concentrazioni di Pfas nei terreni, nelle acque sotterranee e superficiali per giungere all'individuazione certa del soggetto responsabile della contaminazione. Tale individuazione, con una verifica a 360', deve essere finalizzata a punire chi ha provocato un danno simile, A tale proposito, sia il comune di Sovizzo che l'Unione delle "Terre del Retrone" sono disposti ad affiancarsi ai comuni dell'Ulss 5 in esposti da presentare alla Procura della Repubblica. 

Lunedì sera, di ritorno da Roma, ho evidenziato alcuni passaggi di tale audizione nell'Assemblea pubblica che avevamo già convocato con il dott. Lorenzo Altissimo (Centro idrico Novoledo),  il presidente di Acque Vicentine Angelo Guzzo e il dott. Celestino Piz (Ulss 6), assemblea molto partecipata da parte dei cittadini.  I relatori, dopo aver spiegato vari aspetti dell'inquinamento da Pfas, hanno confermato la bontà della nostra acqua potabile dell'acquedotto, non inquinata e bevuta a Sovizzo come a Vicenza, nonché il monitoraggio continuo del territorio. 
L'Amministrazione comunale, che sta seguendo la problematica dal giugno 2013, è a disposizione per chiarimenti e si impegna ad aggiornarvi con tempestività e rigore.

Cordiali saluti
Marilisa Munari
Sindaco di Sovizzo


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